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Trib. Roma, 3 marzo 2011, n. 4028 (somministrazione irregolare)

Contratto di lavoro subordinato - somministrazione di lavoro - artt. 20, comma 5, D.lgs 276/2003 - omessa effettuazione valutazione dei rischi da parte dell’utilizzatrice - conseguenza - nullità - sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato tra l’utilizzatrice ed il lavoratore somministrato.

 

L’utilizzatrice è onerata della dimostrazione dell’effettuazione della valutazione dei rischi, adempimento richiesto,a pena di nullità del contratto, dall’art. 20, comma 5, D.lgs n. 276/2003. In difetto di una simile prova (e sempre che il ricorrente abbia specificamente contestato la mancata effettuazione della valutazione dei rischi da parte della utilizzatrice) il contratto deve intendersi nullo, con conseguente atteggiarsi del rapporto in termini di contratto di lavoro subordinato tra la convenuta ed il ricorrente, a far tempo dalla stipula del contratto di somministrazione.

Al fine di ottemperare all’obbligo richiamato dalla citata normativa, l’utilizzatrice è tenuta a dimostrare l’avvenuta rituale redazione del formale documento di valutazione dei rischi presso l’unità produttiva di assegnazione del lavoratore somministrato.

 

 

Il Tribunale di Roma con la sentenza in commento ha fatto corretta applicazione della norma di cui all’art. 20, comma 5, D.lgs n. 276/2003, che vieta la stipulazione di un contratto di somministrazione da parte di imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi.

Il Tribunale di Roma ha dichiarato la nullità del contratto impugnato poiché l’utilizzatrice, a  fronte della specifica contestazione del ricorrente, non ha fornito la prova della effettuazione della valutazione dei rischi.

La sentenza si segnala per la indicazione del cd. “contenuto minimo” di tale prova, ossia degli elementi che l’impresa utilizzatrice delle prestazioni del lavoratore somministrato è tenuta a dimostrare, al fine di ritenere assolto il relativo onere di legge.

In particolare il Giudice capitolino ha ritenuto non sufficiente la consegna da parte dell’impresa convenuta di documenti denominati “la movimentazione manuale dei carichi” e “Lavorare in sicurezza”, posto che sarebbe stato necessario dimostrare l’avvenuta rituale redazione del formale documento di valutazione dei rischi presso l’unità produttiva di assegnazione del lavoratore somministrato.

Si rammenta che analogo obbligo è previsto, a carico del datore di lavoro, in ipotesi di contratto di lavoro a tempo determinato, dall’art. 3, lettera d), del D.lgs n. 368/2001.

Anche in questo caso il legislatore vieta la stipulazione di contratti a tempo determinato da parte di imprese che non abbia effettuano la valutazione dei rischi ed il relativo onere probatorio è posto a carico dell’impresa.

La conseguenza di tale omissione è la costituzione di un rapporto di lavoro subordinato, a tempo indeterminato, tra l’impresa ed il lavoratore assunto a termine, a far data dalla stipulazione del contratto impugnato.

 

Avv. Andrea Lutri

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